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Paesaggio e libertà

Oggi un nodo da sciogliere è la ricorrente pretesa che il paesaggio costituisca il dominio dello Stato, che il territorio sia un “bene comune”. E se qualche suggestivo quadro paesistico dovremmo preservarlo, saranno i cittadini medesimi delle città, a deciderlo, e di certo non norme imposte dal governo. Riportiamo un estratto del volume “Il pubblico ha sempre ragione? Presente e futuro delle politiche culturali” (IBL Libri).